Italiani parlano di noi.

Miei cari amici italiani che abitano in Russia, oppure che hanno vissuto qua. Mi serve il vostro aiuto. Devo scrivere l'articolo della vostra esperienza nel mio paese. Potete per piacere rispondere a 2 domande: 
1. Perchè avete deciso di trasferirvi in Russia? 
2. Cosa trovate strano nella nostra cultura (tranne che beviamo 5 litri di cappuccino ogni giorno) ?
Le risposte mi servono in italiano. Se posso usare anche le vostre foto per l'articolo sarebbe perfetto, mentre i nomi se volete posso combiarli.
Grazie mille, vi voglio bene!!!

 

 

 

 

 

Roberto (Verona).

Decisi di trasferirmi a Mosca nel 2008 a seguito di un’offerta di lavoro come insegnante di inglese. Fin dai tempi della scuola (nei lontani e magnifici anni ‘80) mi hanno sempre intrigato la lingua e la cultura russa, tanto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

che nel 1987 iniziai un corso di lingua russa presso l’allora “Associazione Italia-URSS”. Il corso durò tre anni e ebbi la fortuna di conoscere insegnanti provenienti direttamente dalla MGU e che mi fecero amare la lingua russa. Dopo il mio trasferimento a Mosca la cosa che più mi ha colpito della cultura russa è stata la freddezza con cui all’inizio le persone ti considerano, cosa che qui in Italia non succede spesso. Un altro aspetto molto interessante, al contrario, è stata la bellezza di scoprire la condivisione delle cose nei momenti di aggregazione, come ad esempio durante i lunghi viaggi in treno. Signore e viaggiatori di ogni età che ti offrono cibo e bevande senza chiedere nulla in cambio e desiderosi di condividere le proprie esperienze.

 

 

Alessandro (Roma).

Per quanto riguarda il mio caso specifico, i motivi che mi hanno spinto a trasferirmi in Russia sono sostanzialmente di due tipi:

Una prima motivazione è legata all'interesse da sempre da me nutrito nei confronti del mondo slavo ed in particolare proprio della Russia e tramandatomi specialmente da mia madre, da sempre innamorata dei classici della letteratura russa come Dostoevskij e Tolstoj tanto da portarla a dare il nome ai propri figli prendendo ispirazione dai personaggi dei romanzi degli autori sopracitati. Venendo in Russia poi ho imparato a conoscere un popolo fatto molto spesso di persone simili a noi italiani per atteggiamenti e modo di vivere, cosa che mi ha fatto sempre sentire come in una seconda casa.

Il secondo genere di motivazioni è invece di tipo professionale, anche se, come cercherò di spiegare,  si lega in un certo senso al primo. A portarmi in Russia infatti è stata anche la volontà di intraprendere la carriera di insegnante di italiano come lingua straniera. Proprio il fortissimo interesse culturale dei russi verso l'Italia, che spesso si tramuta in una vera e Propria Italo mania, mi ha portato a svolgere questo mestiere qui a mosca. In Russia infatti è molto più semplice che in altre parti del mondo trovare studenti di ogni età che abbiano voglia di avvicinarsi alla lingua e quindi alla cultura italiana, spinti da un interesse autentico, difficile da ritrovare quando si tratta dello studio di altre lingue, magari anche più spendibili dell'italiano sul mercato del lavoro, ma che proprio perché studiate in virtù di un interesse spesso meramente professionale, non riescono a catturare  l'interesse dello studente allo stesso modo dell’italiano.

 

 Una cosa che trovo abbastanza particolare e a volte fastidiosa è l'atteggiamento, peraltro abbastanza diffuso, dei camerieri nelle attività di ristorazione che, per qualche strano motivo, sembrano voler a tutti i costi mettere fretta al cliente seduto al tavolo, ripetendogli di continuo se questi non voglia pagare come a volerlo sollecitare ad andar via. Un'altra cosa abbastanza interessante, a mio modo di vedere, è la cura che una buona parte dei russi (anche se c'è da dire che questo fenomeno si vede soprattutto nelle grandi metropoli e in particolare a Mosca) mette nel vestirsi con eleganza e nell'essere impeccabile nel proprio "outfit" indipendentemente dal fatto di appartenere ad una classe elevata o meno. Questo fenomeno si osserva soprattutto nelle donne che a tutte le età dimostrano una grande cura per il loro aspetto esteriore, cosa che non sempre avviene negli altri paesi dove ho avuto modo di vivere e dei quali ho avuto modo di osservare la popolazione.

 

 

Amedeo (Verona).

1. Perchè hai deciso di trasferirti in Russia?

Non ho deciso. Mi hanno offerto un lavoro, e ho colto l'occasione.

Da allora sono rimasto qui, sono passati 12 anni ormai. Ho cambiato aziende ed incarichi, e intendo restare ancora a lungo: mi trovo benissimo in Russia.

2. Cosa trovi strano nella nostra cultura (tranne che beviamo 5 litri di cappuccino ogni giorno)?

Domanda difficile. Ormai sono qui da così tanto tempo, che ho assimilato i comportamenti russi e mi riesce complicato fare un paragone diretto con l'Italia.

Trovo strano, ad esempio, che gli uomini si salutino con una stretta di mano, che invece ad una donna non si dà. Oppure che, salutatisi al mattino, se ci si incontra nel pomeriggio non ci risaluta più. "Non ci siamo già salutati stamattina?": noi italiani ci diciamo ciao ogni volta che ci incrociamo...

Se posso usare anche la tua foto per l'articolo sarebbe perfetto: scegli quella che ti piace di più.

Il nome se vuoi posso combiarlo: non ho niente da nascondere, quindi puoi scriverlo a chiare lettere.

 

 

 

Paolo (Portofino).

Sai che ormai vivo a Mosca dal 2009, direi quindi di poterti aiutare nel tuo articolo con un paio di informazioni.

Riguardo al primo punto io sono stato invitato da un mio amico/ collega che stava per trasferirsi a San Pietroburgo. Lui lavorava presso la N.. che tu conosci bene.

Riguardo al secondo punto sono due le cose che ancora adesso mi sorprendono e non finiranno di stupirmi: a) perche' se sei ospite dai l' impressione di aver viaggiato per giorni e giorni e ti offrono una quantita' esagerata di cose da mangiare e da bere; b) perche' in qualsiasi periodo dell'anno e con qualsiasi tempo( neve ecc...) si deve andare al parco come in Italia si va ad un matrimonio? Spero di averti aiutato, sono sempre a disposizione.

 

 

Laura (Toscana).

1) il russo e la Russia sono al centro della mia attività di studio dai tempi dell'università e anche della mia vita professionale. Sono quindi venuta in Russia per motivi di lavoro e di studio della lingua, essendo una linguista. Anche perché in Italia questo mio interesse non trovava molti sbocchi professionali che mi permettevano di mettere in campo le mie conoscenze e competenze. Quindi, poiché sono anche insegnante qualificata per l'italiano, ho lavorato come insegnante d'italiano. Parallelamente, perfezionando la lingua ho ampliato le mie competenze e accettato lavori d'interpretariato in fiere internazionali( mosca Expo per la moda) e sviluppato contatti con istituzioni scolastiche ed universitarie pubbliche e private, oltre alle lezioni private gestite da me. Ho quindi avuto la possibilità di mettermi alla prova in vari contesti lavorativi in cui ho dovuto, di volta in volta adeguare obiettivi, contenuti e metodi di lavoro. 2) tutti i russi, sia uomini che donne hanno gli stessi nomi: Irina, Svetlana, Tatiana ECC..oppure diritti, Ivan, alessio , ECC.. il patronimico, altra curiosità russa, serve forse proprio per distinguere gli uni dagli altri? Non so ma mi ha sempre destato curiosità questa poca varietà dei nomi russi. Spero possa ancora esserti utile. Scusami ancora. Sono ormai tornata a vivere in Italia dove insegno russo nelle scuole superiori. Se vieni in Italia mi farà piacere risentirti. Un caro saluto. Laura

 

 

 

Davide (Milano).

Mi sono trasferito in Russia perchè volevo fare esperienza come insegnante di italiano, sono stato assunto da una scuola di lingue trovandomi poi a insegnare principalmente inglese (non sorridete, ho vissuto in più di un paese anglosassone e non ho il classico accento italiano quando parlo inglese)

 

Cosa c'è di strano nei russi? Strano è una parola grossa, preferirei parlare delle differenze fra l'italia (o anche più in generale fra l'europa occidentale) e la Russia. Parliamo del lato umano, i russi non fanno trapelare quasi nessuna emozione la prima volta che gli stringi la mano. Questo vale più per gli uomini che per le donne. Se parliamo di interazioni fra sconosciuti sono estremamente circoscritte a scopi pratici: "hai una sigaretta?" "dov'è la fermata della metro?". Non c'è culturalmente l'idea di scambiare quattro chiacchere con degli sconosciutii. 

Tuttavia ci tengo a differenziare i russi dai nord-europei (popoli germanici) ovvero, questa freddezza emotiva svanisce una volta che si diventa amici e si scopre che i russi sono persone passionali e inclini a mostrare le proprie emozioni. Rispetto ai nord-europei mi sembra che si lascino più andare e abbiano un'inclinazione a una vitale irrazionalità che li rende più vicini ai popoli latini.

C'è da dire anche che quando mostrano una qualche emozione, ad esempio quando sorridono, i russi lo stanno facendo per davvero. Non esistendo il concetto di buone maniere o formalità come viene inteso da noi (con diverse gradazioni nei diversi paesi dell'Europa occidentali) non ci si deve aspettare particolari giri di parole o moine da parte dei russi. La nostra percezione è quella di gente ai limiti della scortesia, o quantomeno molto brusca, tuttavia proprio per questo ci si può aspettare una sostanziale sincerità da parte loro. 

L'Italia è sotto questo aspetto molto lontana, è una società barocca in cui si tende sempre a recitare, a esagerare e mimare le emozioni, alle volte con secondi fini ma anche senza motivo. Le persone sono spesso più socievoli o amichevoli più di quanto realmente nei fatti si dimostreranno, possono dire che "ci sentiamo presto" "ti verrò a trovare" ma poi si potrebbero rivelare solo parole. 

 

Questo è vero anche a riguardo della gestione delle passioni violente. In Italia la gente si sente in pieno diritto di essere violenta verbalmente con chiunque, anche con completi sconosciuti. La cosiddetta "piazzata", quando si grida tanto in pubblico senza che poi succeda nulla nel pratico, è all'ordine del giorno specialmente nel centro-sud.

 In Russia la violenza verbale è percepita come debolezza, in generale, il mostrare emozioni in pubblico è cosa poco comune. Sebbene di norma la gente sia mite e pacifica, mi è capitato di assistire a delle vere e proprie scazzottate, specialmente fra giovani ubriachi il fine settimana. In quei momenti mi sono reso conto che nella mia Roma non capita spesso di vedere gruppi di gente che si picchia davvero, capita molto più spesso che qualcuno faccia finta di volersi menare e poi i gruppi di amici rispettivi dividono i "duellanti" che continuano a gridarsi l'un l'altro. 

 

Il rapporto fra uomini e donne è decisamente diverso, non essendoci mai stato il femminismo come da noi rimane una identità tradizionale di genere più forte. Ho sentito dire a donne russe cose che se io dicessi di fronte a una donna in Italia mi farebbero ricevere una reazione scomposta e arrabiata, magari anche uno schiaffo.

Cose del tipo "ah ma io sono una donna, faccio cose irrazionali" oppure "io non credo nell'uguaglianza dei sessi, penso che l'uomo in certe situazioni debba saper prendere decisioni e avere una voce più forte rispetto alla donna". Se poi parliamo di offrire una cena... beh, da noi la situazione è più ambigua, l'uomo può sempre provare a offrire ma la risposta può non essere scontata, a secondo del livello di femminismo della ragazza in questione. Al contrario in Russia è la totale normalità che l'uomo offra tutto. Una coppia va in vacanza? è ovvio che l'uomo si occupi di comprare il biglietto d'aereo alla sua ragazza e paghi l'albergo. Non c'è da aspettarsi di essere ringraziati, è percepito come dovere maschile sborsare soldi per la sua amata o per la ragazza con cui sta iniziando a uscire.

 

Parlando di politica, in Italia come in altri paesi europei si ha un'immagine parziale e poco aderente ai fatti della mentalità politica dei russi. 

Questo discorso rischia di essere lungo, cercherò di essere breve. I russi sono usciti da decenni di pensiero unico comunista, non hanno ancora sviluppato quelle divisioni sociali fra destra e sinistra che definiscono l'identità delle persone in europa occidentale (anche se oggi anche da noi si stanno attenuando) e per di più associano, almeno in parte, il nostro concetto di democrazia all'anarchia. Questo credo che sia stato generato dal clima di semi-guerra civile della Russia anni 90.

 

 

L'Italia in cui sono cresciuto era un paese incredibilmente polarizzato fra chi era pro e chi era contro Berlusconi. Discussioni accese fra le due fazioni erano all'ordine del giorno. 

L'identità politica non è circoscritta al momento del voto, riguarda lo stile di vita e i valori che si esprimono quotidianamente.

Esistono spazi in cui si esprime la cultura di destra e spazi in cui si esprime quella di sinistra. La cultura giovanile di sinistra viene chiamata di solito "alternativa", in quanto (si suppone) opposta e altra rispetto al mondo consumista-capitalista-mainstream-etc-etc.

In Russia tutto questo non esiste con la stessa forza e con la stessa legittimazione. La cultura alternativa non esiste tanto quanto non esiste la cultura contro-alternativa o conservatrice-reazionaria, perchè nella loro forma pienamente sviluppata queste fazioni richiedono l'altro come nemico.

Lo spazio che si sono ritagliati i punk e i centri sociali in Italia semplicemente non è preso in considerazione in Russia. In effetti non si danno atti di "ribellione" alla morale "borghese" del tutto normali per i giovani italiani di sinistra, tipo sedersi per terra o adottare un abbigliamento sciatto e zingaresco, contestare l'autorità del professore.... In generale l'estetica del "disordine", fatta di piercing tatuaggi e graffiti non ha grosso appeal in Russia. 

Nella Russia di oggi la gente non è di media molto interessata alla politica e vive in una forma di ovattato conformismo senza passioni politiche forti.

I commenti sui fatti politici vengono fatti con totale candore e nonchalance, come chi parla di qualcosa per cui tutto sommato non si nutre grosso interesse. Per esempio, mi è capitato di sentirmi chiedere da una mia studentessa ventiquattrenne se "mi piacesse Putin". Ora, non so come dire, se fossimo stati in Italia duranti gli anni in c'era Berlusconi la gente non avrebbe tendenzialmente neanche iniziato il discorso perchè: A) già sapeva semplicemente da com'era vestito l'interlocutore se era di destra o di sinistra B) la domanda avrebbe potuto degenerare in una discussione accesa C) non avrebbe chiesto se gli piace il singolo politico ma avrebbe fatto riferimento a dei valori politici di sottofondo.

 

Un ultima cosa, i russi sono gente estremamente concreta e determinata, se si mettono in testa una cosa la perseguono con determinazione. Parlando di lingue mi è capitato di conoscere russi che parlavano ad alti livelli inglese, francese, spagnolo, italiano, senza che fossero mai usciti dalla Russia. Ho visto un mio amico russo che parla già inglese quasi perfettamente con tanto di espressioni idiomatiche e accento americano, parlare reiteratamente con altri russi in inglese. La cosa per me è quasi inconcepibile, due italiani non parleranno mai un'altra lingua fra di loro, a meno che non siano andati a una scuola straniera. Quando gli ho chiesto perchè, di grazia, due russi fossero disposti e inclini a parlare un'altra lingua fra di loro, mi ha risposto che era un modo per migliorare costantemente il loro inglese Risposta in parte ovvia che però per noi pigri mediterranei ha dell'incredibile.

 

 

Перевод статьи на русский язык Coming soon...

 

 

Поделиться в Facebook
Поделиться в Twitter
Please reload

Читайте также:
Please reload